IERI: L’ARTIGIANALITA’ DI ECCELLENZA DAI GENOVESI AI REALI DELL’EPOCA
Vetrina esterna del negozio storico dell'Antica Confetteria Pietro Romanengo Fu Stefano, Via Soziglia 74 R, Genova

Pietro Romanengo fu Stefano è una “confetteria” nel significato settecentesco del termine: un’impresa costituita da un laboratorio artigianale, dove si lavorano con ricette di antica tradizione la frutta, i fiori, il cacao, lo zucchero, le spezie e da due prestigiose botteghe genovesi, di cui una vincolata dal Ministero per i Beni Culturali e ambientali in quanto arredata con arredi in legno internamente e impreziosito da altorilievi marmorei nella facciata esterna.

Dal 1780 il modo di proporsi sul mercato di Pietro Romanengo è lo stesso degli antichi confettieri, che coniugavano produzioni raffinate con preziose confezioni in eleganti botteghe. Questa ricerca della qualità ed eccellenza artigianale dei prodotti ha portato notorietà all’azienda fuori dai confini liguri già nel corso dell’Ottocento. Si  ricordano  infatti  ordinazioni,  non  solo  da eminenti personaggi della vita politica ed economica genovese dell’epoca, come la famiglia Doria, la famiglia Grendi e la Duchessa di Galliera, ma anche di personalità nazionali come Giuseppe Verdi e la Duchessa di Parma.

Forniture storiche delle specialità Romanengo sono state anche quelle effettuate nel 1868 per le nozze del Principe Umberto I con Margherita di Savoia, e dieci anni prima circa nel 1857 per la visita di Vittorio Emanuele II a Savona per i quali si ricorda questo telegramma ricevuto per poter offrire al re i migliori dolci per la sua visita: “a mezzo diligenza una scatola di squisiti demisucres assortiti della pregiata ditta Pietro Romanengo fu Stefano, del valore di almeno 10 lire”. Pietro Romanengo stesso, ricordando come la  produzione  dell’azienda  fosse  legata  alle tradizioni della città di Genova definisce l’impresa della famiglia: “una bottega della città antica proiettata nel mondo”.

Condividi