Thomas Quintavalle fotografa l'Antica Confetteria Pietro Romanengo Fu Stefano

“LE MANI DELLA TRADIZIONE”

L’Italia rappresenta molto probabilmente uno dei pochi paesi al mondo ad essere già nel nome un marchio, il famoso “Made in Italy” è ormai da tempo sinonimo di eleganza, stile unico, e qualità. Le sue radici sono spesso legate a tradizioni antiche, che si propongono con determinazione in un mercato globale incerto e aggressivo, a non perdere lo spirito che le ha rese grandi.

Thomas Quintavalle, un giovane fotograto professionista si è accorto vivendo tra Berlino e l’Italia “che c’è un campo in cui le imprese italiane sono ai vertici delle classifiche mondiali: quello dell’anzianità di fondazione. Famiglie che non hanno ceduto alle lusinghe del mercato e che sono ancora saldamente al comando delle aziende fondate dai loro avi. Da tutto questo è nato un’idea che lo ha portato in giro per l’Italia per realizzare un percorso fotografico che racconta le storie di alcune tra le più antiche aziende italiane e del mondo, un viaggio attraverso le immagini di chi è riuscito a realizzare un’idea vincente fatta di valori e di persone che attraverso la loro caparbietà e le loro visioni è riuscito a trasformare un sogno in una magnifica realtà”. 

L’incontro con la ditta Pietro Romanengo fu Stefano nasce da un suggerimento che un nostro  estimatore fa a Thomas, il quale, ci contatta e ci cattura con la sua umiltà e allegria. Fissiamo un giorno per un sopralluogo, e iniziamo il “tour” della nostra fabbrica genovese, Thomas rimane affascinato, ed entusiasticamente ci propone di aderire a questo nascente progetto, ben lieti accettiamo, e così viene “scritto un racconto visivo” visto attraverso il suo obbiettivo dinamico, e attentissimo ai dettagli. Iniziano le sessioni fotografiche dove Thomas immortala in momenti diversi processi che si ripetono nei nostri laboratori da oltre due secoli, fissando nel tempo saperi antichi, dove il protagonista è sempre l’uomo al centro della produzione. Nelle varie “cucine” Thomas fotografa momenti della lavorazione del cioccolato, della frutta candita, della lavorazione delle rose per lo sciroppo e la conserva, fino alle gocce di rosolio, alla viola candita, e ai torroncini ricoperti di zucchero fondant.
Ci racconta poi: “Il mio obiettivo è stato quello di catturare due universi apparentemente in antitesi, quello aristocratico del prodotto finale e quello democratico che dà spazio agli artigiani, agli operai e che aiuta, da un lato gli italiani a riconoscersi nella qualità e dall’altro rappresenta quel plusvalore che ci distingue in tutto il mondo. Sono immagini sobrie, nelle quali ho cercato di raccontare persone, mani educate con tenacia, senza la fretta che non fa maturare e dalle quali si evince una interiorizzazione delle azioni che rappresentano il vero saper fare italiano. Il mio intento, attraverso la fotografia, è quello di riconsiderare questo patrimonio spesso sconosciuto, in modo da indurlo verso nuovi processi di sviluppo locale e di considerarlo alla stregua di un’opera d’arte”.
Questa avventura va avanti con successo fino ad essere esposta presso la Fondazione Benetton a Treviso nel settembre del 2014, al Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, e presentata al XXVI Convegno annuale di Sinergie presso l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale nel novembre 2014, a Schio (Vi) presso il Lanificio Conte nel dicembre 2014,  poi  diventa mostra permanente al Parlamentino del Ministero dello Sviluppo Economico nella sede istituzionale di Palazzo Piacentini a Roma. Ora, va oltre i confini italiani, infatti, il progetto fotografico sarà esposto presso il municipio della città tedesca di Landshut, capoluogo del distretto bavarese del Niederbayern, poco distante da Monaco di Baviera.  La mostra sarà inaugurata mercoledì 25 novembre e si protrarrà fino al 20 dicembre.
L’anno 2015 è l’anno europeo del Patrimonio Archeologico Industriale ci dice Thomas: “E’ proprio per questo motivo,  che sto cercando di allargare il progetto ad altri paesi, con lo scopo di creare una “Strada Europea dell’Impresa Storica”. La finalità è quella di indagare le differenze e le similitudini tra i vari paesi europei per stimolare il dialogo interculturale attraverso la fotografia, con lo scopo di favorire l’integrazione nell’identificazione di una comune cultura d’impresa europea.
La tedesca, Landshuter Brauhaus del 1493, è la prima azienda extra italiana a entrare a far parte del progetto con i suoi 523 anni di storia”.
Non resta che augurarci che questo progetto possa rafforzare il marchio del “Made in Italy” in Europa e nel mondo.

www.lemanidellatradizione.it

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LISTINO DI NATALE 2015

 

Qui potrete scaricare il nostro listino di Natale 2015 per i vostri regali nella tradizione più esclusiva.

Il migliore assortimento dei prodotti Romanengo nelle confezioni regalo, le scatole in legno e cartone riempite a mano con le stampe delle vedute di Genova antica e originali illustrazioni. Un’idea speciale per i regali aziendali e per ogni ricorrenza dell’anno. Le specialità della confetteria Pietro Romanengo sono apprezzate da molto, molto tempo,  richiesti da re e regine, scienziati e musicisti di tutta Europa.
I nostri prodotti sono realizzati usando la stessa cura artigianale da oltre due secoli e utilizzando ingredienti naturali. Per questo regalare un dolce di Pietro Romanengo è un gesto elegante, che non viene dimenticato.

Il più signorile e gradito omaggio

«Non appaia velleitario il richiamo alla Repubblica di Genova, ma quando nasce in Soziglia la Confetteria Romanengo, la città è ancora repubblica e lo sarà ulteriormente per lo scorcio di secolo ancora da trascorrere. […] Ancora oggi nello stesso negozio di Soziglia e negli altri in Genova, sono i canditi, i marrons glacées, i fondants ed i quaresimali nella classica carta da zucchero che costituiscono il più signorile, gradito omaggio» – Pasticceria Internazionale, 1999.

Here you can download our Christmas gift list 2015 for your esclusive presents.

The best assortment of Romanengo’s products in hand-made wooden boxes with reproductions of antique prints and illustrations. A special thought for corporate Christmas gifts or any other occasion. The choice of Europe’s kings and queens, scientists and musicians, our products have been made to age-old recipes with the same hand-crafted care for more than two hundred years. To give as a present Romanengo’s handcrafted specialties is a fine gesture which will never be forgotten. For the marriage of Prince Umberto to Margherita of Savoy in 1868, the order was: “Candied fruit, demi-sucres, elegant bonbons and small metal bonbonières decorated with pastilles”. For the visit of Vittorio Emanuele II to Savona in 1857, the “rivals” in Savona decided to send a telegram to a shop owner in Genoa, asking him to send “a box of the exquisite assorted demi-sucres made by the esteemed Pietro Romanengo fu Stefano to the value of at least ten Lire” by stage coach the very next day.

 

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I QUARESIMALI – STORIA A CURIOSITA’

In Italia esistono decine di dolci denominati “quaresimali”, con numerose varianti regionali, ma quasi tutti con una base di biscotto alla mandorla. La tradizione di preparare i dolci Quaresimali a Genova risale al 1500, quando le suore del convento  di San Tommaso impastavano semplici dolci di pasta di mandorle privi di burro, latte e uova, rispettando così il divieto di mangiare grassi animali nei 40 giorni prima della Pasqua.
I nostri dolci quaresimali sono una invenzione esclusiva della azienda, databile ai primi dell’Ottocento. Non un’invenzione venuta dal nulla. Ingredienti e metodi di lavorazione sono fortemente legati alle due grandi tradizioni della confetteria (quella araba medievale e quella francese settecentesca) delle quali quasi tutti i prodotti Romanengo sono debitori. Riportiamo quanto trovato in una nota scritta a mano da Giuseppe Romanengo:

Composti esclusivamente di mandorle e zucchero, rispondevano all’esigenza, allora molto sentita, di osservare rigidamente la Quaresima che escludeva anche nei dolci il consumo di grassi e derivati animali come burro, latte e uova. Sono tre:

  • i canestrellini profumati con acqua distillata di fiori d’arancio
  • i mostaccioli, a forma di losanga, con marmellata di fichi e limoni
  • i marzapani formati sull’ostia e ripieni di sciroppo di zucchero fondente a gusti vari (cioccolato, caffé, composte varie di frutta)

Il “Popolo d’Italia, quotidiano genovese dell’epoca, nel 1868, parlando di Pietro Romanengo, scriveva: “…durante la Quaresima il suo laboratorio trovasi al massimo dell’attività per il gran smercio di marzapani di cui Romanengo non ha e non avrà mai  rivali e di cui ogni buon cattolico può farsi una corpacciata senza tema da dar poi gusto al demonio…”

La pasta di mandorla di cui sono fatti i Quaresimali è diversa per ogni variante, in particolare il Canestrello è prodotto con pasta di mandorla a freddo, cioè cruda, per il 55% è composta di mandorle e per il 45% di zucchero; viene aromatizzata con acqua fiori d’arancio. Il Mostacciolo è prodotto con pasta di mandorle a caldo (cotta nella torroniera) con il 43% di mandorle, e viene farcito con un velo di marmellata di fichi, sempre prodotta da noi. Il Marzapane è prodotto con pasta di mandorla a caldo (cotta nella torroniera) con il 37% di zucchero. Qui la percentuale dello zucchero è più bassa, perché viene completato con una riempitura di zucchero fondente ai vari gusti. Da allora ogni anno prima della Pasqua è possibile assaggiare i diversi dolci Quaresimali preparati a mano uno a uno.

 

 

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La pasta di mandorla nei nostri dolci dei Santi

La pasta di mandorle, in arabo “marzaban”, che veniva un  tempo prodotta pestando le mandorle con acqua rosata perché le mandorle non cedessero l’olio, è quindi la base dei nostri dolci dei Santi.

Con diverse proporzioni di zucchero e mandorle, senza aggiunta di farina e albume d’uovo la nostra ditta ha creato:

  • La fava (bacillo) composta da pasta di mandorle avente il 35% di mandorle e il 65% di zucchero aromatizzata al curacao colorata di verde scuro
  • La fava (bacillo) composta da  pasta di mandorle avente il 34% di mandorle e il 66% di zucchero aromatizzata al pistacchio, colorata di verde chiaro
  • La fava (bacillo) composta da  pasta di mandorle avente il 34% di mandorle e il 43% di zucchero e il 23% di cioccolato alla cannella, di colore marrone.

Per finirle vengono immerse in un bagno di sciroppo e così vengono liquorate.

  • La castagna (rostita) composta da pasta di mandorle avente il 48% di mandorle e il 52% di zucchero, aromatizzata con  zest di limone. La seconda parte della lavorazione viene fatta immergendo le castagne, precedentemente infilate in forchette a 7 punte, in un bagno composto da tuorlo, zucchero impalpabile aromatizzato al rhum e poi passate alcuni istanti sulle braci ardenti, al fine di ottenere l’effetto cromatico delle caldarroste.
  • La castagna composta da pasta di mandorle avente  48% di mandorle e il 52% di zucchero ricoperta da cioccolato fondente amaro al 63% di cacao senza aggiunta di lecitina di soia.
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Marron Glacés, la nostra maniera

I marroni, provenienti in autunno/inverno dalle zone di coltivazione,  privati della prima e della seconda buccia, nelle confetterie tradizionali come Romanengo, vengono manualmente avvolti in garze a due per due e bolliti per circa 90 minuti (le “blanchissage”).

Tolta la garza, vengono posti in vasche colme di sciroppo di zucchero e riscaldate. Lentamente con l’azione del calore, lo zucchero penetra nel frutto, l’acqua evapora e lo sciroppo di zucchero si concentra.

Poi procediamo con la “ghiacciatura” che consiste nel ricoprire i marroni con un sottile strato di sciroppo di zucchero cristallizzato, grazie al quale per un certo tempo, si conserva l’umidità interna e conferisce loro un aspetto lucido e attraente.

Marroni canditi Pietro Romanengo

Sono i marroni canditi che descrivono i maestri genovesi Casati e Ortona, e che fanno affermare ai francesi “les marrons glaçes sont, sans nul doute, l’une des douceurs dont la confection est inacessible à l’amateur”.

 

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Il tempo delle rose: conserve e sciroppi

conserve-di-rose-romanengoMi trovo in un posto dove il tempo sembra scorrere in maniera particolare, nel laboratorio di confetteria di Pietro Romanengo, pronta a fare un tour nel mondo delle conserve di rose. La mia guida è il maître glasseur in persona, Marcello Costa, che inizia raccontandomi quello che succede in fabbrica ogni anno tra la primavera e l’estate. Quando fioriscono le piantagioni arrivano le rose, e tutti devono interrompere le normali attività per accorrere a separare i petali. Le corolle infatti si ossidano in fretta e non possono proprio aspettare: «È importante raccogliere le rose quando non piove, perché devono essere bene asciutte», mi spiega Marcello «Una volta aperti, i fiori sono lasciati “a riposo” per una notte, e la mattina dopo spandono il loro profumo ovunque».

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Le conserve di rose

Per pulire 30 Kg di petali, che occupano un discreto volume, si impiegano circa 8 ore di tempo. Ma quali sono le rose migliori per le conserve? Ecco le qualità scelte dalla confetteria Romanengo: Damascena, Rugosa, Gallica e Muscosa centifolia, chiamata anche “chapeau de Napoléon”. Sono tutte rose provenienti dalle colline genovesi e liguri, coltivate senza trattamenti  da persone di fiducia. I petali devono essere di colore rosa e non rossi, perché tendenzialmente più amarognoli, e una volta puliti sono pronti per diventare due dei prodotti più conosciuti del laboratorio: lo Sciroppo di rose e la Conserva di petali di rose, chiamata anche col tradizionale nome di “Zucchero rosato”.

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Lo sciroppo di rose

«Anche se quasi tutti fanno bollire l’acqua mettendo le rose in infusione e poi aggiungendo lo zucchero all’acqua, per fare lo sciroppo di rose non c’è una ricetta giusta», così dice Marcello che mi spiega: «Nel laboratorio procediamo così: una soluzione di acqua (1,5 l) e zucchero (2,4 Kg) per ogni Kg di rose; si portano a ebollizione e si versano dentro i petali, quindi si lascia riposare il tutto per una notte. La mattina le rose vengono spremute a mano per far uscire più litri possibili di acqua, che viene nuovamente portata a ebollizione con lo zucchero fino a 27° Baumè». È questo uno dei due sistemi di misura della concentrazione zuccherina e si utilizza quando il prodotto è molto liquido, come gli sciroppi, mentre il metodo con i gradi Brix si utilizza in presenza di prodotti come lo zucchero rosato o le confetture.

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La conserva di petali di rosa

Lo “Zucchero rosato” ha bisogno di una lavorazione più complessa: i petali sono mischiati manualmente con lo zucchero e poi frullati, si aggiungono glucosio e succo di limone e si fanno bollire. Per chi vuole cimentarsi a casa, ecco le dosi: 5 Kg di zucchero per ogni Kg di petali, più il succo di 5 limoni. In generale bisogna sapere che in confetteria i metodi di conservazione con lo zucchero sono tre: tutti i fondant sono brillantati, la frutta viene glassata e le spezie confettate. Per la sterilizzazione, nel caso della conserva di rose si segue il metodo delle marmellate: una volta cotta viene versata nel vasetto, che è tappato e rovesciato. Per gli sciroppi invece viene sterilizzata la bottiglia, che infatti una volta aperta va tenuta nel frigo.

ricette-roseNel laboratorio si lavorano 200 Kg di rose all’anno, che diventano 1.000 bottiglie di sciroppo e 2.500 vasetti di conserva di petali, prodotti venduti quasi esclusivamente sul mercato estero, Stati Uniti e Gran Bretagna, ma soprattutto nel paese del Sol levante: «Da circa 12 anni i nostri prodotti vengono distribuiti da ISETAN, una delle catene più importanti del Giappone, che promuove prodotti locali come i nostri e che più volte ci ha invitati per fare delle dimostrazioni. I nostri prodotti hanno avuto successo, in particolare c’è stato un grande interesse per la canditura dei marroni, anche se il prodotto di punta resta lo Zucchero rosato, chiamato in Giappone “bara-no jam”, ovvero “marmellata di miele di rose” ».

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Ricette con le rose

Spesso è il mercato a determinare l’uso di un prodotto, perché se una volta lo sciroppo era solo diluito nell’acqua, fresco dissetante per l’estate o caldo corroborante in inverno, oggi si inventano usi alternativi: negli aperitivi, sulla mousse, sulla panna cotta… Marcello ricorda in particolare un ristorante, situato in una serra chiamata Petersham Nurseries a Richmond, nei pressi di Londra, dove si recò come delegato: «La signora che gestisce la sala cucinò un intero pranzo usando i nostri prodotti, abbinati in quell’occasione con carne e formaggi. Oggi non è facile fare le cose all’antica…».

rose-pietro-romanengoEppure qui tutti sembrano riuscirci benissimo, lo potete vedere con i vostri occhi su YouTube, dove sono disponibili le pillole video dei vari reparti. Per ricevere via email gli inviti degli eventi organizzati “dietro le quinte” della fabbrica basta iscriversi alla newsletter del sito o seguire i post sulla pagina Facebook.
Nel mentre per chi vuole sperimentare, su Internet girano decine di ricette a base di rose, fiori davvero versatili, usati non solo per arricchire i dolci, ma anche per fare cosmetici casalinghi.
Nella sezione Dicono di noi sono raccolti gli articoli apparsi sulle principali testate, compreso quello che la rivista Gardenia ha dedicato alle conserve di fiori: “Raffinatezza alla rosa” scritto dalla giornalista Mariarosa Schiffino con le foto di Ferruccio Carrassale.

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Le sorprendenti uova di Pasqua artigianali

stampi-uova-di-pasquaIn vista del 20 di aprile domenica di Pasqua, in questo periodo nel laboratorio di Pietro Romanengo tutte le attività si concentrano intorno alle uova di cioccolato, che vengono riempite di dolcetti e sorprese a volontà. «La caratteristica delle nostre uova di cioccolato è che hanno un guscio molto spesso, dosato a discrezione di colei che lo prepara. Negli stampi viene colato il cioccolato fuso e lasciato un certo tempo a raffreddare. Gli stampi sono poi svuotati e il cioccolato che rimane attaccato in questo lasso resta come parte del guscio». Mentre Enrica, responsabile commerciale della fabbrica mi fa da guida, vengo a sapere che la tradizione delle uova ripiene è nata a Torino nel 1800, quando il cioccolato fondente “concato” ancora non esisteva.
La pasta dura di cioccolato e zucchero era spalmata a mano il meglio possibile in un calco fino a ottenere i due gusci, che una volta raffreddati erano colmati di dolci e poi decorati.

pasqua-vintageIn seguito per rivestire le uova si iniziò a usare la carta stagnola, riprendendo quanto si faceva prima dell’avvento del cioccolato, colorando le uova sode.
Nell’aprile del 1932 una storica rivista torinese “Il Dolce” dichiarava finito l’uso di decorare uova vere per Pasqua, e stabiliva che l’uovo di cioccolato avesse preso il sopravvento. Il regalo dentro arrivò solo negli anni 20, mentre prima ci si doveva “accontentare” di dolci e cioccolatini, per questo nelle uova di Romanengo si trova un assortimento di “fantasie”, tutte specialità della casa: fondants, gocce di rosolio, cremini, cioccolatini, confetti, pastiglie ginevrine, animaletti di cioccolato morbidi ovetti di pasta di mandorle.

 

pasqua-uova-sode-decorate-01Cioccolata fondente o al latte?

Partiamo del “contenitore”, i gusci delle uova sono fatti con le miscele di cacao più buoni, senza additivi né lecitina di soia. C’è chi l’uovo lo preferisce al latte e chi fondente, anche in questo caso comunque viene aggiunta una punta di latte per addolcirlo. Trattandosi di una colatura artigianale, in caso di allergie è sempre possibile richiedere le uova di Pasqua fatte con cioccolato fondente amaro, la qualità dove in assoluto non c’è traccia di latte (per informazioni su questo chiedete di Enrica chiamando il numero: 010819051, oppure scrivete una email a enrica@romanengo.com).

Uova tutte di zucchero

uova-di-zucchero-artigianaliAnche se sono poco conosciute, le uova bianche di zucchero sono un’alternativa ottima per chi ama meno il cioccolato. Le trovate a Pasqua solo nei negozi di Genova, e sono fatte di zucchero  aromatizzato alla cannella. Se nelle classiche uova si predilige un ripieno di “zuccherini” tipo i fondants e le gocce di rosolio, qui prevalgono le figurine di cioccolato: coniglietti, tartarughe, conchiglie e pesciolini. Le due metà sono smerigliate e poi unite con pastella di bianco d’uovo e zucchero impalpabile a velo.
Dopo essere state a lungo “covate”, limate e lucidate, le uova di cioccolato sono avvolte nel cellophane e adagiate nel loro “nido” di paglia di carta, quindi vengono sistemate nelle scatole a pois o fiori, pronte per essere spedite.

Uova di Pasqua

Dato che sono fatte in modo del tutto artigianale, le uova pasquali di Romanengo possono essere personalizzate anche nel contenuto, basta chiedere: «I clienti ci hanno fatto nascondere tra i dolci sorprese di ogni sorta: monete antiche, gioielli, anelli di fidanzamento… Indipendentemente dalla misura, le nostre uova contengono sempre una sorpresa “principe” corredata da tante piccole sorpresine, che variano nel numero a seconda dello spazio a disposizione».

coniglio-pasquaDisponibili in 11 misure diverse divise tra piccole, medie e grandi; è possibile scegliere la sorpresa per bimbo e bimba solo per le uova medie, ma non solo: «Per andare incontro a tutte le esigenze, confezioniamo le uova dividendole in tre “gruppi” di sorprese, riconoscibili dal colore della scatola rossa, blu o verde, così, pur ricevendo la stessa misura, due maschi o due femmine avranno sempre sorprese diverse».
Le uova di cioccolato artigianali possono essere ordinate nella sezione ecommerce di questo sito, e fino a Pasqua fate in tempo ad assaggiare i tipici dolci Quaresimali di pasta di mandorle.

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Dagli inviti alle bomboniere: lo stile del vostro matrimonio

Audrey HepburnSiete fidanzati e avete dato a tutti la bella notizia, ora dovete solo preparare una lista: quella della cose da non dimenticare per rendere indimenticabile il grande giorno. Tutte le future spose partono con le idee chiare, ma è difficile non cambiarle, perché strada facendo arrivano nuovi stimoli e anche molti desiderata. Alcune coppie scelgono di farsi accompagnare da un professionista, il “wedding planner”, che oltre a fare la parte grossa del lavoro, si rivela utile mediatore nel caso in famiglia ci siano “divergenze artistiche”. Ma se il vostro motto è “Do it yourself“, “Fai-da-te”, partite dai consigli delle amiche che ci sono già passate, e che sicuramente non vedono l’ora di raccontarvi i pro e i contro del loro matrimonio.

Buquet sposa

Sì, lo voglio!

Entrambi siete pronti a dire «», nonché a raccogliere e ordinare pazientemente fogli e preventivi che andranno accumulandosi mese dopo mese: organizzare un matrimonio è missione difficile ma non impossibile, per questo tutti consigliano di fissare la data con almeno 1 anno di anticipo. Quando la location è una priorità, assicuratevi che sia libera e prenotate; una volta confermata la presenza del prete e dei testimoni inizierete a fare la lista degli invitati, che potrà variare fino all’ultimo, ma sarà il riferimento per far quadrare tutti i conti.

torta-di-nozzeDa 9 a 6 mesi prima è ora di prendere un impegno con il fotografo, il fiorista, il parrucchiere, il ristorante e l’intrattenimento, senza dimenticare di andare in agenzia di viaggi per eleggere la destinazione della luna di miele, ma anche di entrare nei vostri negozi preferiti a fare shopping con la lista nozze. E ancora, è il momento di andare in gioielleria a prendere le misure per le fedi e in pasticceria per ordinare la torta nuziale a sette piani che avete sempre sognato. Almeno 6 mesi prima iniziano per le signore le prove per confezionare l’abito da sposa: divertitevi a scegliere il vostro modello base sfogliando pile di riviste.

Inviti per il matrimonioDa 5 a 3 mesi prima si spediscono le partecipazioni e gli inviti, con cui potrete pre-annunciare l’atmosfera della vostra festa. È l’ora di “arredare” il ricevimento con fiori, centro-tavola, tovaglie, coperti e segna-posto: a voi la scelta dello stile. Bomboniere e inviti fatti a mano sono una splendida idea solo se la lista degli invitati non è troppo lunga, iniziate subito “pescando” suggestioni e immagini dalla rete.

Bomboniere belle fuori…

Nel 1700 la ”bombonnière” era un prezioso contenitore che i nobili esibivano e che usavano per portare in giro confetti e bonbon. Ma già a partire dal 1400 era diffusa l’usanza tra le famiglie degli sposi di scambiarsi confetti come augurio di fecondità e prosperità. Le bomboniere sono un ringraziamento per chi ha partecipato alla gioia di un momento speciale, non solo il matrimonio, ma anche battesimi, comunioni, cresime, feste di laurea, nozze d’argento, d’oro e diamanti. Per questo non dovrete dimenticare di scrivere i vostri nomi, il luogo e il giorno dell’evento.

Confetti bomboniere

…E buone dentro

Date alle bomboniere il significato che più vi piace: elegante, utile, solidale o spiritosa, purché dentro non manchino dei buoni confetti. L’uso di donarli in occasione del matrimonio è molto italiano, fino a non molto tempo fa, soprattutto nel sud, era uso distribuire i confetti agli invitati con un cucchiaio d’argento tavolo per tavolo. Oggi la tradizione è seguita dagli sposi in ogni parte del mondo, spesso facendo trovare alla fine del ricevimento ceste o coppe di cristallo trasparenti piene di confetti e altri dolci, lasciando a ognuno il compito di riempire il sacchetto secondo il proprio gusto.

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Le più classiche

Negli ultimi due secoli non sono pochi gli sposi che sono entrati nei negozi della Confetteria Pietro Romanengo per scegliere le loro bomboniere, a partire dal Principe Umberto I, che nel 1868 in occasione delle sue nozze con Margherita di Savoia richiese frutti canditi, demisucres, eleganti bonbon e piccole bomboniere in metallo dorato piene di pastiglie profumate. Quali confetti scegliere, e quanto tempo prima ordinare le bomboniere? Mi sono calata fino in fondo nella parte della promessa sposa, affidandomi alla guida di Perla, che oltre a farmi vedere la collezione di bomboniere nuove e antiche esposta in negozio, mi ha spiegato che 1 mese è sufficiente per dare il tempo di personalizzare la confezione, che viene cucita in base al modello, la stoffa, il colore e la misura. A ogni ricorrenza si abbina una simbolica quantità di confetti, per le nozze ad esempio il numero giusto è il 5, dispari e indivisibile. Oltre ai classici confetti degli sposi potrete “colorare” la composizione aggiungendo i confetti genovesi di pinoli, pistacchi, scorzette di arancia candita, cannella, finocchietto e gusti di rosolio. I confetti di Pietro Romanengo sono fatti tutt’oggi in modo insolito, usando la “bassina”, vi rimando alla loro descrizione apparsa sulla rivista Gambero Rosso, ma siete sempre i benvenuti per venire ad assaggiarli di persona nei negozi di Genova.

«Che sia un mondo a parte salta subito all’occhio: niente candore ma un colore tendente al giallo paglierino dovuto alla presenza della buccia nella mandorla e all’assenza dell’inamidatura, e una forma panciuta nonostante sia impiegata la mandorla di Avola. Il profumo è intenso di vaniglia. Lo zucchero spesso e vitreo rumoreggia sotto i denti. Ma il sapore e le note aromatiche sono piacevoli. Originale»

Per dire “Grazie

Quali sono le ultime tendenze per il matrimonio perfetto? Mi rifaccio a un articolo pubblicato a marzo del 2013 sull’Huffington Post dove gli esperti wedding planner annunciano l’avvento del “cocktail wedding”, un ricevimento meno formale del pranzo con tante mini-porzioni a buffet, dichiarando definitivamente tramontato lo stile “vintage. Bomboniere - Piantine grasseSembra comunque sopravvivere il country, e se anche voi avete optato per un’atmosfera bucolica ecco la bomboniera giusta: piccoli vasi di ceramica, porcellana o terra cotta da riempire con bulbi e semi, che nei mesi seguenti fioriranno simbolicamente come il vostro amore. Per far mettere comodi gli ospiti e dare un po’ di sollievo dal sole, lacci e tacchi alti, potete procurare occhiali da sole, ombrellini e ciabatte infradito in gran quantità. Sempre più chi convola a nozze sceglie di fare della bomboniera e del segnaposto un oggetto unico, ad esempio si possono mettere all’ingresso della sala bicchieri personalizzati con il nome degli ospiti e una bandierina dentro che li guiderà al tavolo.
Trovate altri spunti su Pinterest, vero regno del “fai-da-te”, da cui ho attinto ampiamente per le idee e le foto di questo articolo.

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Regali e decorazioni, in cerca di ispirazione per il Natale

Con l’avvicinarsi delle feste tutti assistiamo alle disquisizioni fra parenti e amici, che immancabilmente si traducono nella stessa domanda: «Che regalo vuoi?». Sarebbe bello sedersi alla scrivania e ritrovare il tempo di compilare una lista dei desideri, cominciando come si faceva una volta: Caro Babbo Natale…
Per chi sente e vive il Natale come un momento davvero speciale la ricerca del regalo non è cosa da poco! Eppure si dice che quel che conta sia il pensiero. Vero, come quando si fa un regalo piccolo piccolo, ma con una storia e un significato particolari. E ancora più belli sono i regali fai-da-te: un vasetto di marmellata o di verdure sott’olio, un ricamo personalizzato sugli asciugamani, segnalibri di carta e cartone, un disegno, quaderni fatti a mano e decorati a collage… È un po’ come donare il proprio tempo, qualcosa che è pur sempre prezioso. E perché non approfittare delle feste per mettere un po’ in ordine la casa? Con l’occasione si possono tenere da parte tutti gli “avanzi” di riviste, stoffe, lana e perline, per dare sfogo alla fantasia e creare nuove decorazioni per la casa o la tavola. Ecco un po’ di idee dalla Rete, sono alcune delle foto che ho “raccolto” su Pinterest, un sito dove navigare tra le immagini e trovare ispirazione: Christmas Inspiration

Dietro le quinte

Antica Confezione RegaloSotto Natale nella fabbrica di Pietro Romanengo fu Stefano si preparano i particolari confetti chiamati Praline fondant, tradizionali delle feste insieme ai confetti genovesi. Durante la mia ultima visita in viale Mojon 1 sono rimasta incantata di fronte alla grande attività del laboratorio sotto Natale. Mi sono stupita non solo nel vedere come queste prelibatezze vengono prodotte (personalmente adoro il ripieno di caffè…), ma anche come vengono preparate e confezionate. Date un’occhiata all’album di foto “dietro le quinte”:

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Merry Christmas! Let’s celebrate with a 10% discount

sconto-natale-2013
At the time of the Christmas period our factory is celebrating by offering all our customers a 10% discount code to be used for purchases made by e-commerce. In order to receive this discount all you have to do is register from 10th December 2013 to 6th January 2014, customers who registered previously will receive the same discount code at their e-mail address. This year buying or sending our exclusive Christmas selections is simple: on our new online store you will find all the typical sweets of tradition, such as the soft fondant nougat and sweets filled with aromas.

The most welcome gift

The nicest thing about Christmas is sharing the time of festivities with the people who mean the most to us. Giving a Pietro Romanengo sweet is an elegant gesture, which will not be forgotten, because they are unique specialities that will bring a lot of smiles. Candied fruit, chocolates, fondants, bon bons and dragées: our confectionery recipes have been made using the same craftsman’s care for more than two centuries with both good and natural ingredients.

Christmas traditional sweets

Gift boxes

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